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Medicina, il Nobel a Montagnier «Il vaccino sull'Aids tra 4 anni»
Premiata la ricerca sui virus, il francese identificò per primo quello dell'Hiv



MILANO — Virus superstar nell'edizione 2008 del Nobel per la medicina. Si dividono il premio i francesi Luc Montagnier e Françoise Barré-Sinoussi per la scoperta del virus dell'Aids e il tedesco Harald zur Hausen per avere capito che il papillomavirus provoca il tumore del collo dell'utero.

Una vittoria della ricerca europea. Un premio atteso, quello di Montagnier: lo scienziato, 76 anni, ha per primo identificato (nel 1982 in collaborazione con Françoise Barré-Sinoussi, 61 anni, la «sua ombra», come l'hanno definita i collaboratori quando entrambi lavoravano all'Istituto Pasteur di Parigi) il virus di quell'infezione sconosciuta, comparsa all'inizio degli anni Ottanta, che aveva fra le vittime privilegiate i gay e i tossicodipendenti. Oggi l'epidemia, che da allora ha fatto oltre 25 milioni di vittime, è sotto controllo, grazie ai farmaci e alla prevenzione. Per l'Aids infatti la scoperta del virus, che qualcuno non esita a definire il «virus del secolo», ha significato la possibilità di poter brevettare un test per la diagnosi e di studiare farmaci anti-virali, ma non ha portato a tutt'oggi alla messa a punto di un vaccino efficace. Troppo furbo e mutevole questo virus dell'Aids, che distrugge il sistema immunitario dell'uomo per sopravvivere e ha appena costretto gli scienziati a rivedere i loro piani di ricerca dopo il fallimento, l'anno scorso, di un grande studio su un vaccino preventivo anti-Hiv. Anche Barré-Sinoussi è pessimista: «Bisogna capire meglio — ha detto all'agenzia Ap che l'ha raggiunta per telefono in Cambogia dove sta attualmente lavorando — le interazioni fra il virus e il corpo umano». Più ottimista Montagnier, riferendosi però al vaccino terapeutico: «Potrebbe essere pronto nel giro di quattro anni» ha detto.

Storia diversa per il papillomavirus, un virus, anzi una famiglia di virus, alcuni dei quali possono provocare il cancro del collo dell'utero, il secondo, dopo quello al seno, più diffuso fra le donne. Contro questi agenti il vaccino esiste già ed è il primo vaccino anti-cancro della storia: dovrebbe essere somministrato a tutte le dodicenni, almeno così ha deciso il ministero della Salute italiano, ma la campagna di vaccinazione è partita a singhiozzo e, mentre alcune Regioni hanno cominciato a vaccinare all'inizio dell'anno, altre lo hanno fatto soltanto ora. Hausen, cui viene assegnata la metà di 1,4 milioni di dollari, ha oggi 71 anni, ha diretto il Centro di ricerca sul cancro di Heidelberg e, negli anni '70, quando ha cominciato a studiare il papilloma, era andato controcorrente: contro cioè l'idea prevalente all'epoca che fosse il virus herpes di tipo due a provocare il tumore del collo dell'utero. Poi è riuscito a dimostrare non soltanto che parte del Dna dei papillomavirus finiva nel Dna delle cellule trasformandole in tumore, ma ha anche identificato il virus di tipo 16 che assieme al 18 hanno un potente effetto cancerogeno. «Questo Nobel — ha commentato lo scienziato tedesco — riconosce il ruolo degli agenti infettivi nell'origine del cancro, un settore della ricerca che sta diventando sempre più importante».

Tratto dalla “Rete”




  IL FARMACO CHE BLOCCA I TUMORI


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